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martedì 20 agosto 2019

Fabrizio De André, Le Acciughe Fanno il Pallone - Una Piccola Interpretazione

Ascoltavo un vecchio vinile che conservavo gelosamente in soffitta quando, tutto a un tratto, mi sono accorto della bellezza della canzone di Dé André Le Acciughe Fanno il Pallone. Un pezzo di raro pregio che, dietro ad un'apparente semplicità, nasconde un significato celato estremamente elaborato. La bellezza di questo brano emerge in particolar modo in una delle sue ultime esecuzioni live dello stesso De André al Teatro Brancaccio di Roma (1998): 


Ma diamo un'occhiata più da vicino al testo che, nella sua linearità, nasconde non poche piste interpretative:


Le acciughe fanno il pallone
che sotto c'è l'alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una

Le acciughe fanno il cosiddetto "pallone" quando si sentono attaccate dal loro predatore più temuto: l'alalunga. Il loro comportamento non è per niente ingiustificato, visto che tale pesce si ciba delle povere acciughe che, dopo esser sfuggite alle reti dei pescatori, devono preoccuparsi anche di questo nemico. Ciononostante, questa prima strofa è un invito a godere della vita, ad abbracciare il motto del Carpe Diem in tutte le sue possibili sfumature. Nessun tentennamento, solo fatti: il pescatore non può esitare nel lanciare la propria rete, altrimenti il pesce si sarà già volatilizzato. Ma qui la rappresentazione di tali esseri viventi sembra caricarsi di una valenza molto più alta rispetto a quella tipica del mondo rurale dei pescatori, per i quali vale tale detto. Scrive Nicolò Zancan a tal proposito:  

"A Genova la storia si tramanda da generazioni. Al principio del mondo, le acciughe erano stelle. Fu la luna, invidiosa della loro luminescenza, a cacciarle in mare. Ecco perché tornano in superficie ogni volta, attirate dal miraggio artificiale delle lampare. Vorrebbero ricongiungersi al cielo, ma finiscono nelle reti. I pescatori di acciughe sono pescatori di stelle, in qualche modo."

Un rapporto ancestrale fra mare e cielo, riallacciato al presente grazie al mito e alla tradizione, preziosi argomenti di autorità nelle canzoni di Faber. Tuttavia, la Cultura (non a caso con la "c" maiuscola) nelle sue canzoni non è manifesta, bensì latente, visibile solo agli occhi dei lettori più addenti ed eruditi.


E alla riva sbarcherò
alla riva verrà la gente
questi pesci sorpresi
li venderò per niente

Qui sembra riproporsi ancora una volta il più grande errore nella storia dell'umanità: il passaggio dal baratto alla moneta. Le acciughe non sono più utilizzate per il loro valore simbolico ma sono reificate, ridotte a merce, e perdono la loro venatura poetica, culturale e folkloristica. La "riduzione" del cibo a moneta è un topos letterario parecchio diffuso nella letteratura italiana, prima fra tutti quella del dopoguerra, che vedeva nel cibo un simbolo di opulenza e deferenza sociale (si pensi al famoso pranzo come metafora dell'unificazione italiana ne Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa).


Se sbarcherò alla foce
e alla foce non c'è nessuno
la faccia mi laverò
nell'acqua del torrente

Nella storia della letteratura l'acqua occupa un posto di rilievo poiché indice di purezza e base della cucina, in quanto ingrediente fondamentale per la preparazione dei cibi. Ciononostante, in questa strofa, l'acqua è agitata, è un torrente, che sembra rinviare ai moti cantati di Wolf Biermann nella sua celebre canzone Warte nicht auf bess're Zeiten (https://www.youtube.com/watch?v=GSw5H4tY29A) e che suggerisce l'idea di un rituale di purificazione.


Ogni tre ami
c'è una stella marina
amo per amo
c'è una stella che trema
ogni tre lacrime
batte la campana

Passan le villeggianti
con gli occhi di vetro scuro
passan sotto le reti
che asciugano sul muro

Questo passaggio induce a una riflessione più profonda sulla simbologia stella marina. Nella simbologia cristiana la stella rappresenta la Vergine Maria, la Stella Maris per l'appunto, la stella del mare, che con amore aiutava i naviganti a viaggiare sicuri sulle acque agitate. Inoltre, tale simbolo marino era anche emblema di salvezza nei momenti difficili. La stella e la stella marina vengono viste come simboli celesti e, come tali, rappresentano l'infinito amore divino. Oltre all'amore, la stella possiede anche caratteristiche quali l'orientamento, la vigilanza, l'ispirazione, la brillantezza e l'intuizione. In questo contesto la stella marina sembra rimandare alla raffigurazione della povertà del mondo rurale che, "amo per amo", dipinge un bellissimo quadro della meticolosità e ripetitività del lavoro dei pescatori sulle loro reti. 


E in mare c'è una fortuna
che viene dall'oriente
che tutti l'hanno vista
e nessuno la prende


I segreti del mare si dimostrano inaccessibli a noi mortali, non possiamo fare altro se non osservare il mare in modo passivo mentre questo ci giudica. Ma forse è giusto così, poiché la mente umana non può esaurire ogni dubbio che la assale.


Ogni tre ami
c'è una stella marina
ogni tre stelle
c'è un aereo che vola
ogni tre notti
un sogno che mi consola

Bottiglia legata stretta
come un'esca da trascinare
sorso di vena dolce
che liberi dal male

Il tema della bottiglia si addice molto alla poesia. Secondo la "erste genuine Stimme der deutschen Republik" Durs Grünbein la poesia può essere considerata come un message in a bottle, un ritrovamento casuale, un'emersione ritrovata sul bagnasciuga per puro caso e letto con stupore dal fortunato. Ed ancora nel pensiero grünbeiniano ritroviamo l'immagine di una seppiolina, simbolo del poeta che risale dalle profondità della sua coscienza curioso dei tesori che porta alla luce.


Se prendo il pesce d'oro
ve la farò vedere
se prendo il pesce d'oro
mi sposerò all'altare

Un bel chiasmo qua, fra la piccolezza e l'apparente inutilità del pesciolino che, invece, per via dei suoi riflessi e per il ruolo fondamentale nell'alimentazione dei pescatori si trasforma in un pesce d'oro, scalzando dal podio l'alalunga nella catena alimentare. 


Ogni tre ami
c'è una stella marina
ogni tre stelle
c'è un aereo che vola
ogni balcone
una bocca che m'innamora

Ogni tre ami
c'è una stella marina
ogni tre stelle c'è un aereo che vola
ogni balcone
una bocca che m'innamora

Le acciughe fanno il pallone
che sotto c'è l'alalunga
se non butti la rete
non te ne resta una
non te ne lascia una
non te ne lascia

Cornice di tutta la ballata è infine l'invito a cogliere l'attimo, sapiente monito per coloro che spesso stentano a prendere una decisione. Il pescatore che tentenna nel tirare la rete resterà senza dubbio a bocca asciutta. 


Sitografia: 
http://www.giuseppecirigliano.it/FDA/Le_acciughe_fanno_il_pallone.htm
https://www.lastampa.it/2012/05/01/blogs/vieni-avanti-creativo/le-acciughe-fanno-il-pallone-per-sfuggire-al-predatore-alalunga-TmA6XDMBzGhsUMR1sUXw2N/pagina.html
https://www.rockit.it/fabriziodeandre/canzone/le-acciughe-fanno-il-pallone/102607
https://significatocanzone.it/le-acciughe-fanno-il-pallone-fabrizio-de-andre
https://simbolisignificato.it/simboli-amore/animali-simboli-amore

sabato 28 gennaio 2017

L'Angelo Caduto - I Nomadi



Stavo tranquillamente guidando la mia macchina quando mi sono imbattuto in questa bellissima ballata de I Nomadi della quale ora tenterò di proporre una mia personale interpretazione.




Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada 
tra l'asfalto e la pietra dove l'erba si dirada
ho contato le tue ossa, misurato ogni ferita
resistiti all'amarezza con la stretta delle dita
a quell'uomo che è venuto a cercare la tua pelle
per due soldi hai regalo la tua polvere di stelle
ma se è vero che non vivi e non ne vuoi parlare
nel tuo cuore nutri il sogno di riprendere a volare


Come si può ben evincere dalla prima strofa di questa fantastica ballata la materia del racconto non è la bellezza dell'amore, considerato come la forza che fa girare l'universo, ma ben altro. Questo angelo caduto sembra proprio essere la vittima di questa forza che, di buono, non ha nulla; in questa ballata si parla infatti di una prostituta (oppure una femme qui fait le commerce de ses charmes per dirla in francese che, si sa, è elegante anche quando si parla di temi un po' pericolosi). E' molto importante a mio avviso notare come, questa espressione, sia in questo caso particolarmente azzeccata. Recita wikipedia:

Con il termine angelo caduto si indica un angelo decaduto dal suo stato di grazia e per questo motivo allontanato dal Paradiso. Spesso tale esilio è una forma di punizione per aver disubbidito o essersi ribellato a Dio.

Probabilmente, la punizione di questa figura femminile (della quale non ci è dato sapere il nome) in seguito all'essersi ribellata al consommateur de prestations tarifées è stata la morte, la privazione di energia vitale, di umanità. Questa ha perso la sua energia vitale dopo aver venduto la sua polvere di stelle, ovvero la sua sensualità, il suo essere donna, la sua capacità di provocare piacere, a qualcuno che lo desiderava. E' necessario inoltre notare come l'erba e la natura, che spesso sono metafora di vita, in questo caso vengano meno; l'erba si dirada, così come viene meno il battito di vita della protagonista. Si potrebbe notare qui un parallellismo un po' azzardato tra la figura del Dio e del cliente, che sembrano entrambi detenere lo scettro del potere, ed assumono i contorni di figure dominanti, che tutto possono e prendono decisioni alle quali è necessario sottomettersi. Anche se in modo velato possiamo intravedere, inoltre, il tema della discriminazione, dell'emarginazione di chi vende il proprio corpo per poter ''tirare avanti''.


Sei un angelo caduto dentro un altro firmamento
la tua casa non è il sole ma una strada di cemento
una vittima immolata alle fantasie di un pazzo
giace immobile, indifesa, assomiglia ad un pupazzo
hai prestato il corpo a ore per poter tirare avanti
hai subito la condanna di tutti i ben pensanti
e mi piace ricordare che spesso sono quelli
che ridono godendo dei rumori dei coltelli

Questo Angelo caduto sembrava aver trovato rifugio presso un altro firmamento, un altro orizzonte, sembrava infatti avesse trovato la sua collocazione dopo essere stato espulso dal Paradiso o, se preferiamo, dalla società e dal mondo borghese. La strada di cemento era la sua nuova casa, il suo nuovo teatro esistenziale nel quale essa agiva, comportandosi come un pupazzo, una marionetta, e recitando per l'appunto un ruolo. La metafora del pupazzo rende bene l'idea di quanto questa femme fragile fosse, per citare la parola del testo ''indifesa''.

Ma in questa seconda strofa ritroviamo anche una massima a sfondo sociale, una critica fatta con classe ai benpensanti:


[...] hai subito la condanna di tutti i ben pensanti
e mi piace ricordare che spesso sono quelli
che ridono godendo dei rumori dei coltelli [...]

''Però, tutto sommato, le sta bene, faceva la prostituta in strada, cosa poteva mai pretendere?''. E' questa la frase che, velatamente, viene condannata. La violenza non è mai giustificata, nemmeno in virtù della scelta che una ragazza prende su come guadagnarsi da vivere e cosa fare del suo corpo.


Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada 
tra l'asfalto e la pietra dove l'erba si dirada
ho contato le tue ossa, misurato ogni ferita
resistito all'amarezza con la stretta delle dita
A quell'uomo che è venuto a cercare la tua pelle
come mai non è bastata la tua polvere di stelle?
Ma se è vero che si vive oltre questa dimensione
io mi chiedo qual'è il senso mi domando la ragione
ma se è vero che non vive e non ne vuoi parlare
nel tuo cuore nutri il sogno di riprendere a volare
di riprendere a volare.

Questo episodio di violenza sembra connotarsi di una forte carica riflessiva che stimola la riflessione dell'autore; può essere considerato come una sorta di spunto di riflessione: è da questi episodi così traumatici che ci si interroga sul senso della vita, su cosa esattamente ci sia dopo la morte. Ma da dove scaturisce tutto questo interesse nei confronti di questo triste avvenimento? Ci si rivede forse un po' negli occhi della vittima?


Infine, ultimo aspetto sul quale vorrei portare l'attenzione, è come questa vittima che sembra aver perduto la sua umanità, ridotta ad un mucchietto di ossa, resti invece estremamente umana, eterea, conservando così la sua dignità ed identificandosi con la bellissima espressione ''polvere di stelle''.

venerdì 21 ottobre 2016

Gigliola Cinquetti - L'Italia degli anni '60 e la canzone popolare

Gigliola Cinquetti, emblema della canzone degli anni '60, può essere considerata una delle personalità più importanti del panorama musicale italiano del XX secolo. In questa figura possiamo riconoscere alcune delle caratteristiche peculiari di quest'artista che, con la sua arte, si è imposta a livello non solo Italiano ma anche Europeo.

La Cinquetti è un'artista molto conosciuta anche in Francia, molti la ricordano e la invitano a programmi televisivi delle maggiori reti Francesi (è infatti apparsa nel 2008 a Les Années Bonheurs, format Francese del nostro I Migliori Anni) e, in più, sono molti i singoli e le traduzioni delle sue canzoni che l'artista ha inciso per il mercato Francese. La Cinquetti è stata la prima, assieme a Domenico Modugno, a dare un carattere internazionale alla musica italiana, e a portarla in giro per il mondo; grande merito questo per una ragazza che ha vinto Sanremo ad appena 16 anni. 

Prima caratteristica da notare è che gran parte della produzione discografica di Gigliola non presenti alcun impegno né sociale né politico (ad eccezione di Bella Ciao, cantata in occasione del concerto Live in Tokyo del 1974); ciò crea una sorta di "universo parallelo", libero dalle angoscianti responsabilità politiche molto forti negli anni '60. Le sue canzoni sono il luogo in cui rifugiarsi, senza pensieri, dopo una dura giornata di lavoro o di studio. La canzone di Gigliola Non Ho l'Età (forse la più famosa) esprime al meglio uno dei valori fondamentali ai quali accennavo prima: lo spirito pudico e discreto della generazione degli anni '60; ma ciò che ha fatto la fortuna di Gigliola è stato il fatto di aver trattato l'argomento senza farlo apparire distante dalle persone né, tantomeno, utopizzarlo. 


L'altro suo successo arriva nel 1969 con La Pioggia, brano che portò a Sanremo e che le valse il 6° posto. Alcuni caratteri fondamentali che possiamo riconoscere in questa canzone sono il ritmo incalzante e facile da ricordare, così come il testo semplice e spensierato. Non c'è molto da dire su questa canzone, se non che fu tradotta in 17 lingue diverse e fu esportata in quasi tutti i paesi del mondo. A tal proposito, è proprio a Gigliola che è inoltre da riconoscere il merito di aver diffuso innumerevoli cover in territorio Italiano, tra le quali è necessario ricordare la celebre Quelli Erano i Giorni (Those were the days di Mary Hopkins nella sua versione originale). Questa canzone fu ripresa anche dalla stessa Dalida che ne diede un'interpretazione più struggente ma, sfortunatamente, rimasta molto nell'ombra. Coincidenze? In virtù di quello che ho affermato poc'anzi non credo proprio...

E ancora, non dobbiamo dimenticare che il suo 33 giri fu il primo a superare, nel mercato italiano, il milione di copie vendute. Cosa ha reso questo LP così popolare? Beh, semplice, la sua vicinanza al mondo contadino e alla canzone popolare, la sua vicinanza alla realtà di tutti i giorni. È da ascrivere in questo disco una tra le melodie più famose: Sciur Padrun Da Li Beli Braghi Bianchi che venne, successivamente, pubblicata anche in formato autonomo in un 45giri.

Concludendo: Perché Gigliola ha avuto cosi tanta fortuna nel mercato discografico? Credo che la mia tesi si sia già delineata a partire dall'inizio dell'articolo: Gigliola Cinquetti ha saputo, con le sue canzoni, avvicinarsi al mondo popolare, descriverlo in ogni suo aspetto, e riconferirgli quell'orgoglio proprio dei veri lavoratori. In virtù di ciò il suo impegno politico è totalmente assente ed offre, nella sua semplicità, una canzone spensierata, sbarazzina, leggera, ciò che ci vuole alla fine di una opprimente giornata di duro lavoro e di impegno politico.

Friedrich Dürrenmatt: La Visita della Vecchia Signora (1955) - Un'interpretazione

Umanesimo e Cinismo  Cenni sull'opera In quel mare di testi da studiare, leggere e sottolineare si cela spesso un libro che ci cambia la...